I.

Il mio social preferito.

Invecchiando ho iniziato a comprendere quelli che mi dicevano “Io non sono su Facebook” o “Non ho Twitter” o un altro social a cui io invece ero iscritto. Il tono nella frase alle mie orecchie sembrava quasi significare “Non posso permettermelo“, al che io solitamente replicavo osservando che l’iscrizione e l’uso erano gratis, mica ti scalavano qualcosa dalla carta di credito.

Eppure qualcosa questi servizi te la tolgono.

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P.

Perché odio il Feed di Google sul mio smartphone.

Sottotitolo: “E perché preferisco utilizzare Feedly“. Sicuramente il servizio finito nel cimitero di Google che più mi manca è Google Reader, pari merito con Google Wave [1]. Google Reader era un aggregatore di feed rss/atom che… e niente, vedo già delle facce perplesse. La spiego in modo molto semplice: come fate a capire se i vostri siti di news preferiti si sono aggiornati con nuovi contenuti? Ci sono vari modi:

  1. Aprire il browser e farsi il giro di tutti ogni tot tempo. Se fai così, complimenti: stai usando il modo più idiota.
  2. Premere quel dannato pulsante “Sì, voglio ricevere le fottute notifiche di questo sito” che il browser ti domanda ogni venti secondi. Se scegli questo metodo e i tuoi siti preferiti sono più di 5, probabilmente dopo due ore verrai così dalle notifiche del tuo cellulare da bruciarlo in un bidone all’aperto stile clochard americano.
  3. Iscriversi al canale social di riferimento del sito e attivarne le notifiche. Questo metodo è pessimo come il punto due, con l’aggravante che saranno mille applicazioni diverse a richiamare la tua attenzione: Facebook, Twitter, Instagram, Youtube e via dicendo. Dipende infatti dai servizi scelti dai tuoi siti preferiti, e non è detto che che riesca a trovare un minimo comune denominatore. Tra l’altro spesso sui social questi siti non postano solo link agli articoli, ma anche altre cose di cui non può fregartene meno e che ti beccherai per via delle notifiche attivate.

E poi c’è modo intelligente: usare i feed rss che praticamente ogni sito/blog mette a disposizione.

CHE DIAVOLO È UN FEED RSS?

Un feed rss è un indirizzo web (tipo https://tristemietitore.it/rss) da inserire in una applicazione apposita o un servizio online: in questo modo avremo un sorta di “raccoglitore” dove trovare tutti i post non ancora letti.
E’ molto utile quando si iniziano ad avere davvero tante fonti d’informazione (io ne ho circa un centinaio): grazie alla visualizzazione a sommario – comune a tutti i servizi e app – si fa presto a destreggiarsi tra quello che vale la pena leggere immediatamente, gli articoli interessanti da salvare per dopo e quelli che si possono saltare a piè pari.
E questa fase di selezione si fa senza dover visitare fisicamente il sito, risparmiandosi un po’ di dati e di pubblicità.

BENE, MA COS’ERA GOOGLE READER?

Solo il miglior aggregatore di feed rss della storia dell’informatica. Funzionava via web, ma moltissime applicazioni per smartphone si appoggiavano alle sue API per sfruttare il servizio. In sostanza, per farla breve, permetteva di sincronizzare gli articoli letti tra i vari dispositivi.

Se leggevo un post dalla applicazione per iPhone [2], lo trovavo già letto anche sul PC a casa e non dovevo trovarmelo davanti due volte.

Odio le perdite di tempo.

HO CAPITO, MA QUESTO FEED DI GOOGLE DI CUI PARLAVI NEL TITOLO?

Quello che tanto odio? Oh, è semplicemente quella schermata che appare sui cellulari Android facendo uno swipe da sinistra verso destra nella vostra home, se non avete smanettato con le personalizzazioni.
Sta roba qua:

Google Now, Google Discovery, chiamatelo come volete.
Ma non è un aggregatore di news.
Nel senso, articoli te li fa vedere, ma non con precisione e puntualità come quelli che usano i feed rss: è un algoritmo che ti propone notizie “che ti potrebbero interessare“.
Oggi sito A è la tua fonte, domani potrebbe non esserlo più se non parla di un argomento che l’algoritmo ritene possa piacerti.

Il che è una schifezza.

Nella lunga vita di un internauta questi si imbatte in siti e autori a cui, alla lunga affida la propria fiducia. Si selezionano in poche parole delle fonti affidabili e interessanti, in modo squisitamente manuale, e queste si leggono. Delegare ad un software il compito di dirci quello che dovremmo leggere, magari in base a una ricerca che abbiamo fatto il giorno prima o a una generica “area d’interesse” che abbiamo immesso nel software è sbagliatissimo.

Ci sta usare un “qualcosa” per valutane nuove fonti d’informazione ma mai lasciare ad un software (e a chi ci sta dietro) libero accesso incondizionato alla nostra fonte d’informazione.

CHE POI, PER TROVARE NUOVE FONTI, CI SONO DEI METODI MIGLIORI.

Pocket ad esempio, per dirne uno.
E’ un servizio che permette di salvare i post interessanti, da leggere dopo o da archiviare per un uso futuro. Io, ad esempio, ci salvo le ricette che trovo online. Una funzione utile del servizio è la possibilità di seguire gli altri utenti e vedere gli articoli che hanno salvato e resi pubblici.

Poi ci sono i social ovviamente.
Può capitare che un tuo amico posti qualche articolo interessante (occhi alle bufale, evita gli amici scemi. Nel virtuale come nel reale), facendoti scoprire un nuovo sito.

Anche i siti che già leggi sono utili a trovare nuove fonti.
Alcuni articoli sono traduzioni di notizie pubblicate da altre testate straniere, e se l’autore è corretto dovresti trovare la fonte in calce al post: ecco un nuovo sito da seguire, se mastichi quella lingua straniera.

E POI C’È FEEDLY.

Feedly è il mio aggregatore preferito: ha tutto quello che aveva Google Reader e anche più. Funziona sia online che tramite app, quindi sincronizza quanto letto e salvato.
Permette di trovare i feed rss molto facilmente (ogni sito mette il link un po’ dove vuole): basta digitare il nome della testata e fa tutto lui.

Ci trovate anche il mio blog digitando TristeMietitore.

Poi mostra la popolarità di ogni post, che è utile quando tra 280 nuovi elementi da leggere vuoi scremare velocemente quelli che vale la pena di leggere.

CONCLUSIONI.

Quindi lasciate perdere Google Now – io con Nova l’ho disattivato, ottenendo una home più pulita e meno dispersiva -, usate i feed rss o direttamente Feedly e aggiungete alle vostre fonti anche questo blog, che da pochi minuti ho aggiornato con un bel pulsantone agli rss direttamente in fondo alla pagina.

E questa non è assolutamente la ragione per cui ho scritto tutto questo pippone.

Cordialità,
Il Triste Mietitore


[1] Un servizio che permetteva di editare un lavagna virtuale in due o più utenti: la usavo con un socio per definire la scaletta di un podcast che registravo anni or sono.
[2] Ai tempi avevo l'iPhone.