parco con panchine

L’altro giorno ho avuto una grande illuminazione che mi ha fatto raggiungere di botto il terzo livello del Super Internauta.
Stavo pigramente scrollando Facebook quando il pollice e l’occhio si sono fermati su un post di un mio contatto: era la banale e pacchiana foto di una coppia giuliva e sorridente, abbinata alla didascalia “30 giorni di noi”. Nonostante le mie gonadi si siano repentinamente abbassate di parecchi cm, fino quasi ad impattare con il pavimento, dopo un sospiro sconsolato ho proseguito con il movimento del dito, facendo così salire l’immagine fino a perdersi oltre il bordo dello schermo.

E in quel momento ho raggiunto una consapevolezza fondamentale, che sento il bisogno di condividere con tutti coloro che usano internet ed in particolare i social.

Dobbiamo renderci conto che quando accediamo alla rete, infatti, è un po’ come se entrassimo in un grande parco pubblico con un giornale sottobraccio. Scegliamo una panchina libera tra quelle meno sporche, ci sediamo, spieghiamo il quotidiano e iniziamo la nostra lettura: il giornale rappresenta i nostri interessi, quello che ci piace fare e che facciamo collegati ad internet.

Il parco però è un luogo pubblico e non siamo i soli a frequentarlo.

Possiamo trovare ad esempio persone intente come noi nella lettura, chi di una rivista e chi di un libro, ma anche una coppia intenta a fare frullare le lingue nelle reciproche bocche. Sul sentiero può esserci qualcuno che porta a spasso il cane, un ragazzo che fa footing oppure una famiglia che si gode il sole sul prato.

Interessi simili ma anche diversi dai nostri quindi.

Ora, in un parco vero, se ti passasse davanti alla tua panchina un ragazzo in tuta, intento nella sua corsa quotidiana, non ti sogneresti mai di alzarti di scatto per rincorrerlo urlandogli che a te del fitness non te ne frega nulla e che è una cosa da idioti alzarsi presto per correre, quando è preferibile restare ancora un po’ a dormire nel tepore del letto. Non lo faresti perché è un gesto inutile: che male ti ha fatto transitandoti davanti qualche decimo di secondo? Non sono fatti tuoi come vuole utilizzare il suo tempo. E poi se ti lanciassi davvero all’inseguimento, dopo 10 metri ti accasceresti per terra ansimando e sputando pezzi di polmone, e i paramedici giunti in tuo soccorso dovrebbero allertare direttamente la polizia mortuaria.

Se notassi che la ragazza seduta da sola sulla panchina accanto alla tua è intenta nella lettura di un romanzo rosa, non andresti certo a dirle che è un genere da zitelle e che dovrebbe invece dedicarsi alla saggistica — come fai tu — che è un genere in grado di rendere il lettore affascinante agli occhi dell’altro sesso e che già che abbiamo rotto il ghiaccio, ti andrebbe di bere un caffè insieme uno di questi giorni. Non lo faresti perché è da stronzi, un pessimo modo di abbordare e ad ogni modo le sue letture non impediscono certo le tue.

Ad un ipotetico signore con il cane non sbraiteresti lanciandogli dietro il giornale che tu preferisci i gatti perché sono più fotogenici e perché non devi raccogliere quotidianamente la loro cacca fumante come fa lui, ma puoi aspettare che raggiunga la temperatura ambiente dentro alla lettiera. Non lo faresti perché il suo avere un cane non influenza minimamente il tuo gatto, che in generale non caga di pezza alcuna cosa diversa dal cibo.

Quindi, in ultima sostanza, ti fai i cazzi tuoi e continui a leggere il tuo giornale. Ed è questo che bisogna fare su internet e sui social.

Se qualcuno si intrattiene o ha interessi diversi dai tuoi, è da idiota andare a rompergli le scatole per quello. Puoi avere la tua personale opinione, certo, che si siede accanto a te sulla tua panchina può ascoltare, approvare, condividere o dissentire. E la puoi esprimere con il tono che preferisci: la panchina è tua al momento. Ma al di là di questo spazio, però, sei nella zona degli altri, e valgono le stesse regole.

Ecco, c’è un caso a dire il vero dove farsi i fatti propri è l’atteggiamento scorretto. Se il ragazzo in tuta e l’uomo con il cane trascinassero di forza la ragazza con il libro rosa nei cespugli ed iniziassero a smutandarla contro la sua volontà, ecco, in questa particolare circostanza sarebbe davvero sbagliato farsi i cazzi propri.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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