Il titolo di questo articolo è ovviamente una provocazione, ma con alla base un problema serio, che mi sono posto da padre in questi giorni. 

I bambini sono delle creature pure che, specie nei primi anni della loro vita, possono fare fatica a distinguere la realtà dalla fantasia quando questa gli viene proposta attraverso uno schermo luminoso, sia esso una TV o uno smartphone. E l’accesso a quegli schermi che portano potenzialmente i contenuti più critici  –  mi riferisco a cellulari e tablet  - per le nuove generazioni avviene sempre prima, nelle età in cui la capacità di giudizio si deve ancora formare del tutto.

E’ normale per un genitore (o almeno dovrebbe esserlo) non lasciare il figlio da solo davanti alla tv a interpretare autonomamente quello che vede, per quanto innocente possa essere.

Un film sui pompieri, ad esempio, deve essere spiegato ad un bimbo piccolo: “Guarda che è tutto finto. Sì, esistono persone che fanno quel lavoro e corrono quei rischi, ma sono addestrate per farlo. Tu non devi fare cazzate come gettarti sui fornelli accesi quando la mamma prepara la cena, altrimenti ci tocca spegnerti e mangiare in ritardo, chiaro?”.

Figuriamoci poi pellicole con personaggi di fantasia, come Batman v. Superman: “Lo vedi figliolo quell’uomo vestito di nero? Non esiste in realtà: si chiama Ben Affleck e non è Batman. L’unico vero uomo pipistrello è solo Christian Bale, al massimo Michael Keaton se proprio vogliamo essere nostalgici, ma di sicuro non quello stronzo che ha già rovinato Daredevil. E adesso togliamo questa cagata e mettiamo gli Avengers”

Forse sarà un atteggiamento troppo apprensivo, ma credo sia necessario insegnare quanto prima ai propri figli a distinguere la realtà dalla finzione, visto che sono - e siamo - circondati da dispositivi che ci bombardano di contenuti. Altrimenti non lamentiamoci se poi da grandi non riusciranno a distinguere una fake news quando la leggono sui social e condivideranno e mipiaceranno post su Facebook che promettono iPhone gratis a chi commenta con “Amen!”. 

Ora, se questa cura è importante per i contenuti con il bollino verde, figuriamoci per quelli con il bollino rosso, ossia il materiale pornografico.

Intanto noi genitori dovremo farcene una ragione: non riusciremo a bloccare l’accesso al porno ai nostri figli. Appena avranno il cellulare il mano, inevitabilmente con l’altra stringeranno subito qualcos’altro.

E lo smartphone saremo costretti a darglielo presto, perché ormai la società ci vuole digitalizzati il prima possibile. I bambini sono delle spugne che assorbono tutto quello che li circonda: vedono mamma, papà, i nonni, le maestre, i compagni e la gente alle fermate del bus che guardano questo parallelepipedo luminoso? E allora lo vogliono anche loro, punto. E voi glielo darete, confortati almeno dalla speranza di avergli messo addosso qualcosa che vi permetterà di vigilare su di loro a distanza: balle, è solo un’ulteriore fonte di preoccupazione.

Quindi tanto vale giocare a carte scoperte fin da subito. I porno dopotutto sono opere di fantasia e questo va fatto capire immediatamente a vostro figlio, in modo che non imiti nella realtà quello che vede su schermo. Gli avete spiegato dopotutto che non può lanciarsi dal tetto e volteggiare sparando ragnatele come Spiderman, no?
Non è molto diverso il discorso.
Appena consegnerete il primo cellulare al vostro bimbo, andate subito assieme su Pornhub, che tra l’altro è sempre un buon sito da cui partire. Suggerisco di mettere un video con le pornostar classiche dei vostri tempi, uno di quelli che avete visto centinaia di volte, così giocherete in casa e potrete superare più facilmente l’imbarazzo.
Mettete quindi vostro figlio sulle ginocchia… anzi no, più sicuro farlo accomodare su una sedia affianco a voi, e spiegate.

Spiegate loro che tutto quello che stanno vedendo non è più vero di un incontro di wrestling o di un episodio dei Power Rangers.

Spiegate loro di non aver paura di chiamare l’idraulico se si intasa il lavandino, che quella persona in realtà si occupa solo di sturare tubi e non altro. Semmai bisogna avere paura della parcella, che nei porno non chiede mai.

Spiegate loro che tutte quelle acrobazie gli attori le fanno perché sono stuntman e che nessuno si aspetta che le facciate anche voi. Anzi, non provateci mai, che poi è imbarazzante spiegare, nudi come dei vermi, ai paramedici come avete fatto a procurarvi quelle lussazioni.

Spiegate loro che se vi tirate improvvisamente fuori di genitali davanti ad una ragazza, non otterrete una esclamazione compiaciuta, bensì un grido, seguito da un calcio nelle palle e una denuncia.

Spiegate loro che la durata delle prestazioni è largamente esagerata, così come la frequenza degli stessi.

E soprattutto spiegate loro che le dimensioni che vedono sullo schermo non sono quelle che incontrano nella realtà: salverete così il loro ego.

Spiegate, parlate con i vostri figli.

E cercate di non piangere mentre lo fate.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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