Il lunedì fa schifo, è un vero strazio, ma lo stesso si può dire di ogni giorno della settimana – sabato e domenica inclusi – se la prima cosa che fai appena sveglio, la tua prima attività produttiva, non è qualcosa che ti gratifica.

Bada, con “prima attività” intendo qualcosa che si fa quando il cervello ha ormai terminato la procedura di avvio, non in modalità zombie post risveglio (stato che può durare, a seconda del soggetto, dai 60 secondi alle 6 ore), altrimenti dovrei includere anche preparare il caffè, espletare i bisogni corporali, allestire i figli per la scuola, guidare fino a destinazione etc.

Stamattina, ad esempio, la mia sveglia è suonata alle 6, con grande gioia del mio gatto [1] che è balzato sul letto per impedire che mi riaddormentassi, ritardando la sua colazione.

Mentre tutti ancora dormivano sono andato in bagno per la prima seduta, sorvegliata dal gatto sul tappetino che si accertava che non mi assopissi sulla tazza, ho preparato un caffè e due fette biscottate per me e una scatoletta per lui, poi mi sono dedicato a delle attività che mi interessano, piacciono e rilassano.

Ho acceso il PC per scaricare alcune foto scattate con la reflex nel weekend, cogliendo l’occasione per provare sotto Linux il programma DarkRoom. Non ci ho capito un cazzo, a partire dal perché l’ambiente grafico (DE, Desktop Environment) Pantheon avesse deciso durante la notte di cambiare risoluzione al monitor, fatto questo estraneo al software ma degno di nota. Ho allora importato le foto sul cellulare via wifi e le ho editate e preparate per il post su Instagram con LightRoom, un programma che voglio smanettare per avere un’alternativa a Snapseed, su cui mi sono fossilizzato [2].

Fatto questo, con le notizie di un TG in sottofondo, ho scritto questo post che leggete, provando un po’ di editor di testo diversi da Typora.

Così, perché mi piace smanettare e questo mi gratifica.

Oggi avrei voluto anche leggere sul divano in totale silenzio, se non badiamo alle fusa del gatto che si piazza sempre vicino a me, ma i piccoli problemi con Linux avevano fatto girare le lancette dell’orologio più velocemente di quanto pensassi.

Ho quindi approntato un secondo devastante caffè, svegliato con quello la mia ragazza, pianificato con lei la giornata – ovviamente dopo una sua visita al cesso consequenziale all’ingestione della nera bevanda – e iniziato a prepararmi per uscire, preparazione che include, oltre alla doverosa igiene personale, anche la scelta del podcast da ascoltare in auto.

Insomma, dalle 6 alle 8 quando sono salito in macchina, sono riuscito a ritagliarmi una buona ora e mezza netta di tempo per me.

Questa breve parentesi nella totalità delle ore attive del giorno, resa possibile dal tutto sommato poco impegnativo sacrificio di un po’ di sonno [3], riesce sempre a svoltarmi la giornata. Lunedì inclusi.

Arrivo in ufficio rilassato e l’ambiente lavorativo deve impegnarsi di più per farmi perdere le staffe (e credetemi, fa sempre del suo meglio) perché nel mio cervello circolano ancora le endorfine dovute alla gratifica per aver fatto quelle due cazzate che mi appassionano. I primi giorni – se posso essere sincero – c’era anche velo di frustrazione per aver lasciato a metà alcune cose che avevo iniziato: è bastato tararmi mettendo la sveglia un po’ prima (non tanto) per riuscire a finire di vedere quel video di YouTube, terminare la lettura di quel capitolo o la scrittura della bozza di quel post.

Come conseguenza gradita poi, se l’iniziare la giornata bene non fosse già abbastanza, mi sto rendendo conto di essere più produttivo e concentrato.

Concentrato e produttivo sul lavoro perché quel post, quel video, quel libro che volevo vedere, leggere o scrivere l’ho già fatto ore prima.

Concentrato e produttivo nelle mie passioni perché mi sono dato dei tempi giusti (a una certa ora comunque devo uscire), un ambiente rilassante (tutti dormono, tranne il gatto) e all’alba, come un samurai, sono al massimo dell’estensione della mia forza e sensi. Questa è una minchiata che ho letto su un fumetto – Lone Wolf & Cub – ma basta crederci perché funzioni.

E poi è vero, dai.

La sera, a fine giornata, sono ovviamente più stanco e indaffarato. Ci sono cose che devo e altre che voglio fare, come godermi mio figlio e la mia famiglia in generale.

Relegare gli hobby alla sera è frustrante. Non riesco a godermeli.

La pigrizia, incoraggiata dalla stanchezza, mi spinge a usare gli strumenti sbagliati o per lo meno non ottimali, come vede un video sul cellulare invece che sulla TV o scrivere la bozza di un post dal tablet dal letto invece che dal PC alla scrivania.

Meglio alzarsi presto la mattina, ve lo assicuro.

Chi lo avrebbe mai detto che i nostri genitori avevano ragione quando cercavano di buttarci giù dal letto presto.

Cordialità,
Il Triste Mietitore


[1] Puoi mettere in snooze una sveglia, ma non un felino.
[2] Fossilizzato nel senso buono, visto che riesco a ottenere dei buoni risultati. LigthRoom però mi permetterebbe di fare un salto di qualità, soprattutto con foto scattate dalla reflex.
[3] Niente che una tazzina di caffè in più – rigorosamente senza zucchero – non riesca a sistemare.

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