Da qualche settimana a tenere compagnia al mio culo nei pantaloni non c’è più uno spesso portafogli pieno di carte & carta superflua, ma un sottile e minimale porta carte.

Ma perché sono passato da avere 12 X 9.5 X 2 cm in tasca a 9.5 X 6 X 1 cm? E sono sufficienti a portarmi dietro tutto quello che mi serve? La risposta è sì.
Alla seconda domanda, ora rispondo alla prima.

Sono in una fase della mia vita – leggi crisi di mezza età – nella quale sento l’esigenza per mancanza di tempo ed energie – leggi sono diventato padre – di ottimizzare anche le cose più semplici, anzi partendo proprio da quelle.

Un mesetto fa ero al supermercato e dovevo passare la tessera per prendere lo scanner salvatempo: mentre la cercavo tra le mille che tenevo nel portafogli, ho visto questo vecchietto che ha estratto in un lampo il telefono, ha pigiato un’icona, l’ha scannerizzato e in mezzo secondo aveva il salvatempo in mano e stava già facendo la spesa.
Mi sono sentito un vecchio cavernicolo di merda.
Quella sera stessa ho trovato sul Play Store l’applicazione giusta – Stocard – e con quella mi sono messo a scannerizzare tutte le carte che potevo, e già così lo spessore del mio portafoglio si è ridotto molto. Poi ho cambiato carta d’identità, che era scaduta, passando a quella digitale: a questo punto ho iniziato a domandarmi seriamente se poteva avere ancora senso girare con quel vecchio portafogli così ingombrante.

Ho svuotato allora sul tavolo il suo contenuto. C’erano solo cinque monete, due banconote e una decina di tessere magnetiche.
No, non aveva alcun senso.

Mi sono allora messo alla ricerca su internet di un porta carte compatto.
Il più famoso e premium su Amazon è l’iClip, che però non mi ha convinto. Innanzitutto per il prezzo in rapporto ai materiali: partiamo da 35 euro ed è plastica ricoperto di plastica che simula la pelle. C’è anche in pelle vera, ma:
1. Costa ancora di più
2. L’ho visto nelle mani di un amico che l’aveva acquistato 6 mesi prima ed era già molto usurato.
E poi non aveva la protezione RFID che impedisce di fregarti i soldi dalle carte contactless: funzione che non ho attiva sulla mia, ma sticazzi, e se domani la voglio? Non aveva neppure il portamonete, ma a quello avevo già deciso di rinunciarci.
Alla fine le monetine duravano pochissimo anche nel mio vecchio borsellino: o finivano a casa nel salvadanaio del Dottor Who oppure nella macchinetta del caffé a lavoro. Mancava però anche uno spazio per le tessere punti cartacee: sapete, il proprietario del negozio di cibo per gatti dove mi rifornisco è uno all’antica e mette ancora il timbrino ad ogni acquisto.

Alla fine ho trovato questo, il Cash4next che vedete in foto, leggermente più grande di iClip ma anche meno costoso, in alluminio (quindi schermato e più robusto) e con un paio di taschine extra per le tessere cartacee. Non c’è una vera e propria clip ferma soldi, ma una linguetta flessibile che sembra addirittura più funzionale, non costringendomi a fare degli origami con i due deca [1] che mi porto dietro in caso di emergenza.
Inoltre ha un pulsante fighissimo per fare saltare fuori tutte le carte, che probabilmente romperò presto se continuo a usarlo come antistress.

Mi ci sto trovando bene.
In alcuni punti il vero finto kevlar in plastica si è un po’ rovinato ma è colpa mia che l’ho usato senza troppi riguardi in tasche con la chiusura in velco, che l’hanno un po’ abraso [2].
Sono molto soddisfatto del peso e dimensioni più contenute.
Non sento più la necessità di togliermelo dalla tasca quando salgo in macchina – mi premeva scomodamente sulle chiappe con un conseguente dolore simile alla sciatica – e con i pantaloncini corti mi dà meno fastidio.
Tra l’altro, potendo portare solo poche banconote, spesso non le porto affatto. Risparmio tempo non sentendo più la necessità di andare al bancomat e anche denaro: la maggior parte delle mie spese erano cazzatine da pochi euro (siete mai entrati da Tiger? Una droga) e mi vergogno a pagare cifre così basse con la carta, quindi non compro direttamente nulla.

Il prossimo taglio di cui vi parlerò riguarderà il tempo, quello trascorso davanti allo smartphone.

Cordialità,
Il Triste Mietitore


[1] Chissà perché i negozianti spesso e volentieri hanno il bancomat rotto.
[2] Oppure ho io il culo abrasivo.

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