Ho finalmente trovato il mio smartwatch ideale e no, non è un costosissimo Apple Watch o un Samsung Gear Qualcosa e neppure un Android Wear o un Fitbit, Amazfit o roba di terze parti.
È un semplice, dannato, fottutissimo orologio analogico con le sue tre lancettine + datario.
Perché essenzialmente uno smartwatch al polso non mi serve a una sega.

Vi spiego.

Ci arrivamo tutti, spero, a capire che uno smartwatch non sia un dispositivo pensato, a causa delle sue dimensioni e delle possibilità di input, per creare contenuti: il massimo che può fare è collezionare dati come numero passi e battito cardiaco e conseguenti km percorsi e calorie bruciate.
Sempre per i motivi di cui sopra non è adatto neppure a visualizzare contenuti complessi e lunghi, giusto l’ora e qualche notifica.
Nessun uomo sano di mente (e con diottrie da preservare per la terza età) si metterebbe mai a leggere una email da un cosino che si nasconde tra i peli del braccio, no?
Per fare queste cose poi, la stragrande maggioranza dei modelli necessitano di essere connessi al cellulare che tenete in tasca; dispositivo che tra l’altro riesce benissimo – almeno nei modelli più recenti – a raccogliere gli stessi dati all’occorrenza. 

Perché diavolo dovrei indossarlo quindi?
 
Lo smartwatch, qualunque smartwatch, non è smart per questi motivi:

1. Vedere le notifiche al polso è inutile o quantomeno superfluo: dopo aver letto le prime righe di una email sentirai l’esigenza di tirare il cellulare fuori dalla tasca. Mi direte: però almeno posso capire al volo se è qualcosa importante o dello spam da cancellare. Vero, ma perché non bloccare la posta o le notifiche indesiderate direttamente dal cellulare stesso? Basta usare un po’ di filtri antispam nelle email e zittire i gruppi WhatsApp o Telegram che non ci interessa seguire in tempo reale. Personalmente, per non subire troppe distrazioni, ho disabilitato anche le notifiche dei social. 

2. I sensori biometrici sono meno precisi di soluzioni ad hoc per chi fa corsa o bicicletta, che solitamente usano una fascia cardiaca per la rilevazione più accurata. Se praticate sport un po’ seriamente, spendete meno e meglio comprandovi questi kit, da indossare non tutto il giorno, ma solo durante gli allenamenti. Se invece siete degli habitué del percorso letto – ufficio – casa – divano – letto, ho una notizia per voi: il vostro numero di passi e frequenza cardiaca (e calorie consumate) saranno più o meno sempre uguali. La variazione di un passo perché avete calpestato una caccona di cane e sfregato la suola della scarpa sull’erba è un dato trascurabile. 

3. Sotto il sole si vedono una cacchetta. Ci sono dei modelli con display migliore, ma andiamo: niente batte la lancetta. 

4. Sono ingombranti e pesano più di un orologio normale. Se hai il polso piccolo, sembrerà che tu abbia un campanile attaccato al braccio. 

5. Ecco un altro dispositivo da caricare la sera: la batteria non dura mai più di una giornata, altro che balle. 

6. E’ vero: ti permettono di svolgere con il controllo vocale alcune attività anche quando hai le mani impegnate. Ma solitamente quando sei in quelle situazioni dovresti restare concentrato, non distratto! Quando guidi, ad esempio, devi guidare e basta, non dettare un whatsappino o telefonare a qualcuno. 

7. Socialmente è ancora ritenuto maleducazione guardare l’orologio mentre si parla con qualcuno. Sembra che tu stia controllando l’ora perché hai altro da fare o il tuo interlocutore ti sta annoiando. Spesso tra l’altro è anche vero, ma anche solo se stai controllando una notifica di Twitter, il discorso non cambia: non stai prestando attenzione a chi ti è davanti. 

8. “Ah, ma io lo faccio per una questione estetica: posso cambiare i quadranti del mio orologio tutte le volte che voglio“.
Sì.
E una volta provate qualche giorno interfacce alla Kitt di Supercar e braccine di Topolino che indicano minuti e ore, tornerai e ti fermerai su una banale ma leggibile tipo vecchio Casio o Swatch con le lancette.
Perché alla fine con l’orologio vuoi vederci l’ora: per il cazzeggio hai già uno smartphone in tasca.

Per queste ragioni ho smesso di indossare lo smartwatch, un Samsung Gear S2 che non funzionava neppure male, e sono tornato alle vecchie lancette.
E vi dirò: addirittura medito l’acquisto di un vecchio Casio: il solo digitale che abbia senso

Cordialità, 
Il Triste Mietitore 


Edit: one more thing. Quello che il Triste Mietitore non ti ha detto: perché lo smartwatch è utile e dovresti sempre indossarne uno.

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