Ieri sera, prima di mettere a caricare il telefono ed andare a dormire, ho fatto il canonico giro finale sui social, la mia brutta abitudine che conclude la giornata.

Quando è stato il turno di Instagram, mi sono ritrovato il messaggio che potete leggere anche voi: “Il numero dei Mi Piace messi ai miei post saranno visibili solo a me e agli altri”.

Questa novità, proposta adesso come esperimento e probabilmente destinata ad essere applicata a tutti, è stata accolta dal sottoscritto in questo modo: ho posato con molta calma il cellulare sotto al comodino – dove il gatto non è ancora riuscito a farlo cadere – e mi sono messo a dormire.

L’uso che mi sono ripromesso di fare di Instagram è tutto all’insegna del relax e “ottenere numeri importanti” non è tra i miei scopi.


I miei contenuti, come chi mi segue avrà visto, esulano dalla satira politica e di costume: si tratta per lo più di foto del mio gatto e spezzoni della mia vita, completamente fuori dal personaggio.

Cerco senza troppa fretta di imbattermi in uno scatto bello (in senso tecnico) e non ricerco chissà quale contenuto particolare.
L’unica cosa costruita sono le vignette con battute, postate con la cadenza regolare ogni due foto, perché tutto sommato non ho voglia di abbandonare del tutto la mia “identità” digitale.

È un social che voglio vivere più da spettatore che da partecipante attivo.

E infatti i miei following sono quasi completamente votati ai miei hobby della vita reale: il modellismo (gundam), il design e i gattini.

Non avendo quindi “velleità di fama” credo di riuscire a giudicare questa apparente roncolata sulle proprie gonadi di Instagram in modo neutrale.
E penso che sia un’iniziativa positiva.

  • Se gli altri non possono sapere com’è andato un post, un bel po’ di pressione lascia le tue spalle. Senza giudizio, ti senti più libero di postare.
  • Ci libera anche da quella tentazione che tutti hanno avuto – anch’io, per carità – di imitare lo stile di certe foto perché hai visto che funzionavano in altri profili. Meno scatti tutti uguali insomma.
  • Può aumentare in certi casi i Mi Piace effettivamente presi (che anche se non servono più tanto all’ego, di sicuro l’algoritmo continua a tenerli in conto): quante volte abbiamo visto una bella foto ma ci siamo trattenuti dal pigiare quel pulsantino di apprezzamento perché ehi, quello stronzone aveva già abbastanza Like sotto?
  • Credo che la meritocrazia, la bella foto intesa come buona realizzazione e idea, verrà premiata da questa novità.

    Perché alla fine vedrai solo questo: una foto. Ed è il tuo singolo gusto estetico senza l’intromissione di altri a farti mettere un Like o meno.

E gli influencer? Nessuno pensa agli influencer!

Non credo le cose cambieranno molto per loro e non mi aspetto di trovarmi sotto un ponte la Ferragni a breve, per capirci.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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