C’è una ragione molto semplice per la quale dovresti provare a usare Linux, il sistema operativo open-source per eccellenza e no, non è una di quelle solite motivazioni che si leggono in articoli dal titolo simile a questo.
Anzi, facciamo così: prima di rivelarvi la vera ragione, vi smonterò (o quantomeno ridimensionerò parecchio) tutte quelle che gli altri sono soliti elencarvi.

Prima ancora però una doverosa premessa.
Prendete questo articolo per quello che è, ossia un testo ironico che vuole un po’ divertirvi, un po’ farvi vedere le cose da una prospettiva diversa.
Siccome sono su internet da quando i modem facevano suoni buffi per collegarti, so benissimo che questo argomento – forse anche più della politica e del calcio – è capace di triggerare gli animi dei crociati informatici e lanciarli con la tastiera in resta al galoppo verso una guerra santa. Vi raccomando quindi educazione nei commenti: niente sputi, sfanculi e nunchakate di mouse nella parti basse per dispute puerili tipo se l’editor testuale migliore sia Vim o Emacs.
Che tanto poi lo sappiamo tutti che come Nano non ce n’è [1].

Il miglior sistema operativo.

Partiamo subito con il botto visto che vi ho preparati psicologicamente: Linux non è il miglior sistema operativo della galassia, e neppure di questo misero pianeta.
Il miglior sistema operativo con tutta probabilità è Windows.

Se non vi è ancora scoppiata una vena in fronte, proviamo a definire il miglior sistema operativo, scomponendo le caratteristiche ideali di un simile OS.
Per semplificare il discorso analizzerò solo i quattro parametri a mio avviso più importanti: diffusione (quante persone lo usano), sicurezza e affidabilità, facilità e costo per l’utente.

Diffusione.

Se guardiamo il più usato per numero di utenti, lo scettro va senza alcun dubbio assegnato a Windows, seguito a notevole distanza da MacOS e con Linux fanalino di coda, doppiato dai due precedenti qualche decina di volte.
Ma a monte, perché credo che la diffusione sia un parametro importantissimo?
Bè, in generale è indice di una certa bontà di un prodotto, no? Se qualcosa fa cagare nessuno lo utilizza, neppure se gratis.
Poi dove c’è molto mercato, si trova molta offerta, che nel caso specifico si traduce in tanti programmi: la ciccia di un sistema operativo. E lo stesso discorso si può fare con l’hardware: se cerchi una scheda di acquisizione video troverai sicuramente più modelli compatibili con Windows che con gli altri due OS.
Tanta gente significa anche molta conoscenza messa condivisa in rete sotto forma di forum, tutorial etc [2].

Sicurezza.

Se il nostro parametro di riferimento invece è la sicurezza, fuori dalla scatola (traduzione orribilmente letterale di “out of the box“, ossia appena acceso) Windows non è certo il meglio sulla piazza.
Linux e i Mac gli fanno ciaone proprio.
La diffusione di cui si parlava prima, infatti, ha un rovescio della medaglia: rende la piattaforma di Bill Gates la più gettonata per chi voglia fare casino con un virus, perché banalmente con il minimo sforzo si riesce a rompere le gonadi al maggior numero di persone.

Non posso però trattenermi dal dire una cosa.
Anche mia nonna ormai sa che i PC “si ammalano“, povere stelline, e la prima cosa che un utente un pelo consapevole fa [3] è cercare un buon antivirus.
Ormai ne trovano in rete molti ottimi e gratuiti, come ad esempio Avast e AVG: con questi sotto il cofano (e non installando ogni programma piratato che trovi) è già molto difficile avere dei problemi con i virus.

Non sono così stronzo da spingermi a dire che Windows sia sicuro quanto un Mac o una Linux station, capitemi, però credo che il pareggio sia abbastanza vicino con qualche accortezza: molto dipende, come sempre, da chi si trova dietro la tastiera.
I virus esistono infatti per ogni sistema operativo (sì, anche per Mac) ma gli utenti Windows sono più sensibilizzati al problema.
Sanno, se mi concedete un paragone sessuale sufficientemente disgustoso, che nella loro scuola c’è in corso una brutta epidemia di candida e conviene magari usare il preservativo.
Penso, ma è una personalissima opinione, che potenzialmente il PC di una persona un minimo consapevole dei rischi informatici sia più blindato di un Mac nelle mani di un utente “sbarazzino” che lo ficca ovunque senza ritegno perché su carta la sua scuola è pulita.
E magari così facendo si becca l’AIDS.
Assieme alla candida.

Riguardo agli aggiornamenti di sicurezza, probabilmente Linux è il più veloce a patchare le falle, ma dipende un po’ anche dalla distribuzione che usate.
Mac e Windows tuttavia, anche senza contare su di una comunità di esperti quale quella Linux, sono lo stesso efficaci e gli aggiornamenti scorrono ottimi e abbondanti.
Windows in particolare sembra avere un update in canna ogni volta che lo accendi!

Affidabilità.

Per quello che riguarda l’affidabilità, se ci dimentichiamo del passato (e intendo le versioni passate di Windows) e valutiamo solo le ultime release dei tre sistemi operativi in esame, non si nota più un distacco così evidente.
Nelle ultime versioni di Windows le rogne sono diventate davvero sporadiche: lo schermo blu della morte si può considerare un ricordo di tempi bui e non ancora civilizzati.
MacOs e Linux, invece, non hanno mai stracciato in particolar modo le balle in passato e continuano a non farlo anche oggi.
Mac e Windows (Linux no), ricordiamolo, hanno integrato un sistema di backup online (iCloud e One Drive) dei dati, nel caso succedesse qualcosa d’irreparabile. A livello di spazio e funzionalità quello di Windows è superiore al Mac, anche se bisogna dire che quest’ultimo funziona meglio in sinergia con tutti i vari dispositivi della Mela (iPhone e iPad).

Facilità.

Come roba di facilità d’uso sembrerebbe non esserci partita: il Mac è l’userfriendlitudine per antonomasia, no?
No.
Per via della sua diffusione, è estremamente probabile che qualunque creatura dotata di pollici opponibili si sia imbattuta almeno una volta nella vita in un’interfaccia Windows. Magari nel PC della scuola, magari in quello del lavoro. Forse non è stata l’esperienza più gratificante della vostra esistenza, ma l’avete smanettato: volenti o nolenti sapete usare le sue funzioni base.
Ce l’avete nel DNA ormai e lo trasmetterete ai vostri figli, fatevene una ragione.

Che poi ragazzi, con un’interfaccia grafica – sì, anche Linux ne ha una (cinquantina) – le operazioni più comuni si fatto allo stesso modo su tutti e tre, dai.

  • Click sull’icona, si apre il programma.
  • Dove sono i programmi? Premi questo tasto e appaiono.
  • I tre pulsanti a destra (o sinistra) servono per chiudere, ingrandire o ridurre ad icona. [4]
  • Se tieni premuto un file con il mouse e lo trascini, questo si sposta.

E via dicendo: le funzioni base non cambiano.
Non vi considero australopitechi con uncini al posto della mani: per questa voce concedetemi di assegnare un pareggio.

Costo.

Nel costo per l’utente vince lo stereotipo: per un Mac servono i big money, punto.
È vero, ci sono delle configurazioni di PC in grado di raggiungere e addirittura superare anche il MacBook più Pro che ci sia, ma c’è anche una fascia medio-bassa con prezzi proletari per chi ha bisogno di una macchina solo per navigare, un po’ di videoscrittura e se frega dei giochi.
Non voglio dire che i Mac siano delle macchine per cui non valga la pena spendere delle cifre importanti: dico solo che l’offerta Apple non include prodotti di fascia media o bassa, offerta che invece la maggior parte dei produttori di computer Windows non trascura.
Per Linux vale lo stesso discorso del PC, anzi un pelo meglio: potete comprare un computer senza sistema operativo se intendete installare una distribuzione Linux, risparmiando così due spiccioli.
Non mi sto dimenticando dei software, l’indotto dei sistemi operativi. Parliamo di quelli open-source, vero?
Non sono appannaggio esclusivo di Linux, come si potrebbe erroneamente pensare.
I più importanti sono stati compilati per tutti i sistemi operativi principali. Libreoffice gira su Linux, Windows e anche Mac, ad esempio. Gimp idem, così come Inkscape e tanti altri.

Adesso mettiamo assieme i risultati.
Dai, Windows non se la cava così male.
Si potrebbe quasi considerarlo il migliore dei tre.

E va bè, grazie al – direte voi, proseguendo la frase con l’evocazione di un organo genitale maschile – stai trascurando un sacco di cose: lo scenario di uso in primis.
E poi perché a questo punto dovrei usare Linux?

Ve lo dico nella seconda puntata.

Cordialità,
Il Triste Mietitore


[1] No, seriamente, Nano è il peggiore.
[2] Una lancia a favore di Linux: la sua comunità di utilizzatori sarà anche più ridotta rispetto a quella degli altri due sistemi operativi, però è anche la più esperta. Se hai un problema tecnico è facile trovare sui forum qualcuno in grado di aiutarti, ma se il tuo problema è una cavolata da niubbo che si può risolvere con due ricerche su Google, preparati a ricevere tanti meritatissimi RTFM.
[3] Ok, la seconda, subito dopo aver scaricato Chrome o Firefox. Tutti i browser Microsoft fanno cagare a spruzzo.
[4] Il Mac è un po' stronzo, in effetti. Il tasto rosso non chiude veramente un programma: per farlo devi premere Meta + Q o Esci dal menu File. Il pulsante per ingrandire fa lo sborone e mette a schermo intero, che è un po' diverso eccheccazzo.

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