Nessuno può togliermi dalla testa che Steve Jobs fosse in realtà un demone antico: una roba tosta, più potente di Cthulhu e Satana messi assieme.

I segni sono chiarissimi.

La sua versione 2.0 della Mela è riuscita a fare cadere in tentazione sia Adamo che Eva, cacciandoli via dalla realtà, che l’Eden era già perso da tempo.
Avresti venduto l’anima per i nuovi iPhone, anche se poi ti bastava cedere al mercato nero un paio di organi di minore importanza.
Riusciva a mentirti e ingannarti con facilità, come quella volta dell’Antenna Gate, quando ci convinse tutti che eravamo noi a impugnare male il cellulare, facendo così abbassare il segnale. E se avesse sostenuto che fosse colpa del Padre Eterno ad averci messo il pollice nella mano, gli avremmo dato ragione.
Ammaliava sul palco dei Keynote, irradiando un fascino che non poteva essere che di origine demoniache.

Io sono riuscito a liberarmi dalla sua influenza, smettendo di acquistare dispositivi Apple, solo dopo la sua dipartita: l’incanto si è rotto. Per me sono tornati ad essere semplici cellulari, tablet e computer, come tutti gli altri. Il wow che mi usciva sincero dalla bocca per i suoi dispositivi informatici adesso è riservato a cose più importanti della vita, come la nascita di mio figlio e vederlo crescere nel mondo.

Ma cosa darei per poter comprare ancora una volta la “one more thing” strabiliante, che presentava lasciando tutti a bocca aperta alla fine dei Keynote.

Bé, nel caso un primogenito adesso ce l’ho.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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