Lasciatemi una volta tanto infrangere un cliché, nello specifico quello de “Ah, signora mia: che brutti i mezzi pubblici! Sempre in ritardo, sporchi, affollati, con gente che non si lava le ascelle dalla Prima Guerra Punica. Guardi, proprio non riesco a posare neppure l’unghia del mio aristocratico piede su di un bus: mi muovo esclusivamente con il suvvone a cherosene, anche per gettare la spazzatura sotto casa“.

Io invece mi trovo benissimo con l’accoppiata mezzi pubblici + passeggiata.
Se non li uso spesso è solo perché con l’auto arrivo a lavoro in circa mezz’ora, con i mezzi impiego invece poco meno di un’oretta: non troppo di più, ma quando devo andare a prendere mio figlio ho degli orari abbastanza rigidi.

Ma quando non sono “di turnomi regalo sempre un giro andata e ritorno sul trasporto cittadino.
Non vi sto prendendo per il culo: vi assicuro che non c’è alcuna ironia in quello che ho appena scritto.
Vi ho già raccontato della mia routine mattutina: punto la sveglia alle 6 anche se posso uscire di casa alle 8, in modo da ritagliarmi almeno un’oretta e mezzo per me. Purtroppo, restando a casa, spesso e volentieri c’è qualche distrazione, anche la mattina così presto. Uscendo, invece, riesco ad ottimizzare i tempi del tragitto facendo qualcosa di rilassante.

Camminare: preferisco non prendere l’autobus fino alla stazione della metro, ma farmi quei 15 minuti a piedi. Un po’ di movimento – proprio un minimo – fa bene alla mia salute e contenta la mia diabetologa.

Ascoltare podcast e musica: è una cosa che posso fare – e faccio – anche in auto, ma a piedi posso permettermi di essere distratto e con la testa tra le nuvole. E magari anche smanettare con il cellulare per prendere qualche appunto, cosa che alla guida può risultare fatale.

Leggere: sulla metro tiro fuori il mio fidato Kindle (o un libro cartaceo) e riesco a tuffarmi nelle pagine, tra andata e ritorno – per almeno una quarantina di minuti buoni.

Fare colazione con dell’ottima focaccia genovese appena sfornata: questo fa un po’ meno contenta la mia diabetologa, ma in totale – nelle giornate in cui prendo la metro – faccio circa un’ora di passeggiata, quindi direi che me la merito.

Farmi due vasche in centro: quando torno da lavoro – e non ho nessuno che mi corre dietro – posso permettermi il lusso di scendere un paio di fermate prima e girare mezz’ora per negozi e librerie. Chiaro, potrei farlo anche con l’auto, ma dovrei spendere quei 2 euro ogni secondo di sosta: tanto costano i parcheggi in zona.

Non riesco a scrivere, questo è vero, ma torno sempre a casa con delle idee da buttare giù pestando la mia goduriosa tastiera meccanica.

Ho scritto che mi trovo bene con i mezzi pubblici, ma a voler essere più precisi mi trovo bene con la metro. Dovrei usare anche gli autobus, ma non riesco ancora ad abituarmi all’odore di morto vivente.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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