Avanzamento lettura
100%

Spinoza e popcorn. Da Game of thrones a Stranger things, capire la filosofia sparandosi un film o una serie TV.
di Rick DuFer

Avevo scritto: Ho preso il libro di Rick DuFer quasi a scatola chiusa: ho giusto sfogliato qualche pagina dell’anteprima per capire se era essenziale aver visto le serie o i film citati per seguire la parte filosofica e, appreso che non è mandatorio, l’ho acquistato serenamente.
Mi ha fatto molto piacere trovare, in queste poche pagine già lette, la stessa atmosfera e leggerezza d’esposizione del suo podcast Daily Cogito: un ascolto quotidiano che consiglio a tutti.

Quando dici “Peccato, già finito” al termine della lettura di un libro significa due cose: che ti è piaciuto e la tua attenzione per l’argomento è ancora bella calda.
Quando invece la tua ragazza dice “Peccato, già finitoa letto significa che… di questo magari ne parleremo un’altra volta.
Torniamo al libro.
 
Non possono non confrontare questa lettura con La Fisica dei Supereroi, letto qualche tempo fa. Entrambi cercano di “farci mangiare le verdure“, dopotutto, impiattandole in modo simpatico.
Quale menù mi è piaciuto di più? 
Quello di Rick DuFer, e questo principalmente perché ho dei denti che masticano meglio la filosofia della fisica. Dopotutto ho studiato Conservazione dei Beni Culturali.
 
Però bisogna ammettere che c’è una differenza di livello tra i due libri.
 
Restando nella metafora culinaria, leggere la Fisica dei Supereroi è come sedersi in un ristorante trovandosi davanti un menù completo, dagli antipasti al dolce. L’autore infatti vuole farci assaggiare tutta la fisica – dalla meccanica alla nucleare per passare alla quantistica –  e per farlo trova di volta in volta il personaggio dei fumetti più adatto allo scopo.
 
Spinoza e popcorn usa un approccio diverso. Parte infatti da una serie tv/film pop che amiamo (e che ama l’autore si direbbe) e la analizza trovando la chiave di lettura filosofica che ci sta dietro.
Questo non è necessariamente un male, anzi.
Leggere questo libro è come sedersi in un pub durante l’happy hour con gli amici e gustarsi tanti piccoli stuzzichini dal buffet, assieme a un buon cocktail.
Non è proprio una cena formale, ma ne esci comunque sazio e soddisfatto.
 
Alla fine esci dicendo al gestore del pub: “Wow, era tutto buonissimo. Gli ingredienti degli stuzzichini erano davvero gustosi e le ricette fantastiche. Dovresti proprio aprire un ristorante, sai?“.
 
Insomma, consiglio il libro a tutti, anche a chi non ha masticato filosofia a scuola. Rick DuFer ha preparato dei bocconcini succulenti, una serie di vassoi di finger food che chiunque può gustare.
 
Mi piacerebbe molto leggere un altro libro così, magari dove la cultura pop è più subordinata alla filosofia.
 
Cordialità,
Il Triste Mietitore
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