Poi un giorno vi racconterò di quando una casa editrice mi domandò il permesso di usare un mio post in un suo libro di testo scolastico di grammatica per il biennio [1], probabilmente nella sezione “errori grammaticali da evitare“.
Il brano in questione era intitolato “E-book reader perché non usarli” e – long story short – era un post che avevo pubblicato anni prima su blog di terzi e ceduto loro tutti i diritti: ho quindi risposto gli estremi dei legittimi detentori, dando contemporaneamente il mio assenso all’utilizzo, per quello che legalmente serviva.

Ignoro se alla fine sia stato incluso in quel testo scolastico [2], ma non è questo il punto.
A distanza di cinque anni dalla pubblicazione di quel post che criticava l’ebook, mi trovo in totale disaccordo con me stesso, che non è neppure una novità: spesso succede in tempi molto più ristretti.

Ho talmente cambiato idea sull’ebook che adesso non riesco quasi più a leggere nulla che sia stampato su supporto cartaceo, salvo poche eccezioni. Come i fumetti. Che però non sono libri, quindi non divaghiamo.

10 RAGIONI PER CUI UN EBOOK READER È IL MASSIMO.

  1. Puoi sottolineare e prendere note senza sentirti un verme. Su un libro cartaceo passare sulle pagine un evidenziatore è blasfemia, vergare note a margine con la penna un peccato capitale e anche solo usare la matita basta a farci sentire in colpa. Per non parlare delle pieghe agli angoli delle pagine per tenere il segno: roba che se vivessimo in un mondo giusto, una pioggia di asteroidi dovrebbe polverizzarci appena soltanto pensiamo di farlo.
    Sull’ebook, invece, tutto è lecito.
    Adoro sottolineare le frasi e prendere brevi appunti con la tastiera virtuale del mio Kindle (ma si può fare con ogni ebook reader di qualunque produttore), anche perché queste vengono organizzate in un file consultabile direttamente dal dispositivo o scaricabile su PC.
    E i segnalibri? Non servono: si riapre automaticamente sull’ultima pagina letta.
  2. Non c’è niente per il naso, polpastrelli o orecchie: solo occhi. Un libro vero può essere annusato, toccato per apprezzare la grana della carta, sfogliato per godersi il suono eccitante delle pagine che scorrono. Addirittura ci si può spingere ad assaporarlo, leccandosi l’indice per scorrere da una pagina all’altra.
    Ma io un romanzo voglio leggerlo, mica scoparmelo.
    Un Kindle (o qualsiasi altro lettore si stia usando) è un’esperienza minimale ed efficiente. Hai davanti a te solo il testo scritto e puoi concentrarti esclusivamente su di quello. Se hai bisogno di altre “distrazioni sensoriali” puoi sempre puntare a roba migliore dell’odore della carta (che a volte sa di marcio se hai acquistato il libro su una bancarella di usati), del suo suono (frusc frusc: bella varietà, non c’è che dire), e del feedback tattile della cellulosa (che, ricordiamolo, a volte ci taglia i polpastrelli senza pietà e quelle ferite ci mettono più tempo a guarire di una da arma da fuoco).
    Ad esempio puoi leggere un ebook reader mentre sorseggi una tisana e accarezzi il gatto e ascolti una playlist di smooth jazz.
    Certo, puoi approntare tutte queste cose anche con un libro normale.
    Ma ti potresti sempre tagliare un dito con una pagina, avere un sussulto con annesso smadonnamento e rovesciarti così la tisana bollente sulle ginocchia e sul gatto che, spaventato, andrebbe a conficcarti le unghie direttamente nelle palle, al che tu saltelleresti in tondo con gatto attaccato allo scroto, ustioni di terzo grado, e tutto quello con le note di un sassofono sullo sfondo.
  3. Il peso della cultura non si deve esprimere in kg. Bello il libro cartaceo, oggetto interessante: forma austera ma pratica, ben bilanciata.
    Ma dotata anche di una certa massa, che aumenta esponenzialmente con l’aumentare del numero di pagine.
    Se la Vita nova di Dante Alighieri è tanta cultura in poco più di un centinaio di grammi, già la Divina Commedia inizia a essere una lettura più impegnativa, anche dal punto di vista fisico. Viene infatti divisa in volumi, anche perché le edizioni illustrate dal Doré possono arrivare tranquillamente a pesare qualche chilo.
    Qualche libro non viene neppure diviso in volumi poi.
    IT di Stephen King è un tomo che ti farà arrivare all’ultima pagina con i brividi lungo la schiena e un’ernia inguinale, tanto è massiccio.
    Ci sono anche degli editori sadici & disgraziati che stampano delle opere originariamente divise in volumi in un unico monolite di carta, forse con lo scopo di far ritornare quelle pagine un albero vero e proprio.
    L’altro giorno, ad esempio, ho trovato in libreria un tronco di legno dal peso con inciso sopra il titolo “Guida galattica per gli autostoppisti. Trilogia più che completa in cinque parti“.
    1110 pagine, 1,3 Kg.
    Col cavolo che l’ho comparto, mica sono partito con la seconda arca.
    Ora, immagina di volerti portare dietro più di un libro.
    Con l’ebook ogni volume o insieme di volumi non può mai pesare più del Kindle su cui risiedono, normalmente poco più di due etti. Avrai quindi lo stesso peso e ingombro in mano sia che tu ci abbia scaricato sopra tutte le opere di J. R. R. Tolkien o un tascabile di Artur Conan Doyle.
    L’unico peso che conta, parlando di ebook, è quello in megabyte.
    Ora, considerate che la Divina Commedia, opera omnia, in formato epub [3] pesa appena 263 kB senza immagini e poco più di 1 MB illustrato e che un ebook reader solitamente possiede una memoria di minimo 4 GB: e niente, spazio di lettura quasi infinito.
  4. Un libro dura per sempre, un ebook il tempo che serve. Per durata intendo quella della batteria: la carta non ha bisogno di essere ricaricata, non avendo pile dentro e potendo essere utilizzata sempre.
    L’ebook reader, invece, necessita di due o tre ore per essere portato al 100% di batteria, questo è innegabile. Ma con quella carica ci farai circa due settimane, leggendo un’oretta ogni giorno.
    E’ un piccolo svantaggio rispetto alla cellulosa, ma non pensare di aver bisogno di chissà quante cariche per finire quel romanzo che hai iniziato: se sei un lettore costante, nel tempo di una singola probabilmente l’avrai finito.
  5. Brilla di luce propria. Se vuoi leggere un libro la sera, le opzioni sono due: o accendi la lampada sul comodino – rompendo magari le palle al consorte che vorrebbe dormire – oppure dai fuoco al libro, le pagine già lette chiaramente.
    L’ebook reader, se non hai un modello del 1200, ha il display retroilluminato: una luce discreta che ti permette di leggere senza illuminare a giorno la stanza in cui ti trovi.
  6. Una libreria sempre in mano. E’ molto piacevole girare curiosando tra gli scaffali di una libreria sfogliando romanzi, ed è qualcosa che faccio ancora spesso.
    Ma a volte vuoi solo quel libro e basta a colpo sicuro, e nulla è così comodo quanto lo store online integrato nei vari ebook reader. Cerchi il titolo, paghi e boom: eccolo subito pronto per essere letto.
    Dagli store si possono anche scaricare le prime pagine in anteprima di libri interessanti, e sfogliarli sul divano di casa è più comodo di farlo in piedi in negozio. Un amico, un podcast, una trasmissione alla radio cita un titolo che potrebbe interessarti? Scarichi al volo l’anteprima sull’app del cellulare: il lettore a casa si sincronizzerà appena lo avrai sbloccato.
    Tra l’altro, dettaglio non trascurabile, sui suddetti store gli ebook costano meno delle controparti cartacee.
  7. Libri gratis! Senza ricorrere alla pirateria, aggiungo.
    I diritti d’autore di molti classici, infatti, sono decaduti e chiunque può stamparli senza spese. Senza pagare l’autore – o più probabilmente i suoi eredi – ma sobbarcandosi come sempre i costi di carta, editing, stampa, distribuzione etc. E’ normale quindi che la copia fisica di un libro molto vecchio, come la Divina Commedia, per usarla nuovamente ad esempio, costi soldi. L’ebook no: ci sono tantissimi siti – per citarne uno, il Progetto Gutenberg – che raccolgono i testi originali di questi libri i cui diritti sono scaduti e li rendono liberamente scaricabili a chiunque.
  8. Non serve un ebook reader per leggere un ebook. L’hardware per leggere libri digitali non è poi così costoso: con poco meno di un centinaio di euro ti puoi già portare un casa un dispositivo di tutto rispetto. Un po’ sopra i 100 inizi ad avere qualcosa impermeabile e con display e-ink a risoluzione maggiore; intorno ai 300 un oggetto con diagonale importante e spazio di memoria gigantesco.
    Ma non è assolutamente necessario acquistare alcunché per leggere un ebook.
    Si tratta di un file dopotutto, qualcosa che, ad esempio, il tuo smartphone è tranquillamente in grado di aprire.
    Ho parlato non a caso di app nel paragrafo 6: ciascun produttore/rivenditore di ebook reader mette a disposizione una sua applicazione per cellulari/tablet da cui scaricare – ma anche usufruire – dei libri che vende.
    Parlando di tablet, nulla vieta di usare questi dispositivi per leggere un libri digitale. Chiaramente uno schermo e-ink – quello montato su Kindle e affini – è studiato apposta per la lettura [4] e affatica meno la vista quando si tratta di leggere un testo, ma se per noi la lettura di libri è un’attività tutto sommato saltuaria, perché comprare un hardware “pro” dedicato quando posso usare quello già in mio possesso?
  9. Un dispositivo amico dei vecchi. Ma anche di chi ha problemi alla vista. Se sei mezzo orbo – come il sottoscritto – ti farà piacere sapere che sui Kindle e affini puoi personalizzare la dimensione del carattere, oltre che il font, in modo da adattarla alle tue diottrie. Un libro cartaceo invece è immutabile.
  10. A prova di distratto. Se perdi – o presti, a volte le due cose coincidono – un libro sono lacrime. Non è detto che tu riesca a ritrovarlo più in libreria: magari è andato esaurito. Se perdi un Kindle sono sonore bestemmie ma, una volta ricomprato, basterà sincronizzarlo con il tuo account ed eccoti di nuovo in possesso di tutta la tua libreria. Libreria tra l’altro, come si diceva nel paragrafo 8, accessibile da smartphone, mentre si aspetta che il corriere consegni il nuovo ebook reader.

TANTE BELLE COSE, MA PERCHÉ ALLORA CONTINUO A COMPRARE ANCHE LIBRI CARTACEI?

Le ragioni sono tutto sommato poche rispetto ai vantaggi che l’e-ink porta, ma si tratta di motivi irrinunciabili. E chiaramente personali: sentitevi pure in diritto di dissentire nei commenti.

Considero il libro non solo un vaccino contro l’ignoranza, ma anche un oggetto di design e arredamento. Una bella libreria colma di volumi non dovrebbe mancare in nessuna casa, nel suo ruolo di “complemento d’arrendo” e promemoria del fatto che siamo fondamentale ignoranti e dobbiamo leggere per cercare di regredire allo stato di scimmie che lanciano le proprie feci dall’albero [5].

E poi, ho un bimbo piccolo.
Un Kindle ti permette di metterti in tasca il contenuto di una piccola biblioteca, ma dall’esterno, non si vede nessuno dei libri in esso contenuti. Sono convinto che se mio figlio vedrà dei libri veri in casa, ci saranno buone possibilità che prima o poi gli venga voglia di prenderli in mano e leggere. Per ora – non ha nemmeno due anni – si limita a tirarli per terra, ma bisogna dare tempo al tempo.

Cordialità,
Il Triste Mietitore


[1] Ehi, lo sto facendo adesso.
[2] Però sai che figata se un giorno mio figlio, tornando da scuola, mi dicesse: "Uffa, che palle: domani dobbiamo studiare papà". Probabilmente verrebbe giustamente bullizzato per tutto il resto dell'anno scolastico e costretto ogni intervallo a cantare la sigla dei Gormiti con la testa infilata nel cesso.
[3] Uno dei più usati per gli ebook.
[4] Nel senso che funziona benissimo - in termini di resa e consumi energetici - per roba statica e senza colori come il testo scritto appunto, mentre fa schifo per immagini in movimento colorate.
[5] Stato in cui rischio di cadere se non leggo almeno 5 o 6 libri all'anno, il minimo indispensabile proprio.

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