Invecchiando ho iniziato a comprendere quelli che mi dicevano “Io non sono su Facebook” o “Non ho Twitter” o un altro social a cui io invece ero iscritto. Il tono nella frase alle mie orecchie sembrava quasi significare “Non posso permettermelo“, al che io solitamente replicavo osservando che l’iscrizione e l’uso erano gratis, mica ti scalavano qualcosa dalla carta di credito.

Eppure qualcosa questi servizi te la tolgono.

C’è un proverbio, un tipico esempio della saggezza 2.0, che recita “Se il servizio è gratuito, il prodotto sei tu”: con questa frase in testa, dicevo, ora finalmente riesco a capire il ragionamento di quelle persone.

Non si può essere presente su tutti i social, e con presenza intendo “frequentazione attiva quotidiana“.
C’è un limite al tempo di attenzione che puoi permettere ti venga tolto durante la tua vita.
E come ben sappiamo, questo tempo di attenzione viene diviso tra le cose che davvero ti interessano su queste piattaforme, le cose di cui non ti frega nulla ma l’algoritmo pensa il contrario, le bufale o informazioni ingannevoli che devi imparare a schivare e chiaramente i contenuti pubblicitari o sponsorizzati perché tu, caro mio, al momento dell’iscrizione hai firmato l’accordo di diventare la puttana [1] di questi servizi, facendoli guadagnare ogni volta che li usi.

Parlo io che sono iscritto a (quasi) tutti i social.

Certo, per mantenere riconducibile solo a me il – chiamiamolo cosìbrand Triste Mietitore, nel tempo ho registrato questo nick su tutti i social.
Quasi, ok, solo quelli che ritenevo potessero essere interessanti per i miei contenuti. TiKTok, ad esempio, non l’ho proprio considerato.

Ma al di là di questa necessità, sono solo tre quelli che uso attivamente.
O è meglio dire dove posto attivamente, perché se devo essere sincero non usufruisco di contenuti su tutti: mi limito a buttare i miei due cent senza seguire quello che scrivono gli altri.

E tra questi non c’è il mio preferito, che è un quarto dove non posto assolutamente nulla, ma è quello dove passo più tempo.

La mia classifica dei social.

Premessa: ho escluso YouTube dal novero dei social.
La vedo più come una piattaforma di condivisione di contenuti – video nel caso – e meno di scambio reciproco di idee.
Il materiale che viene postato può certamente generare dibattiti, ma non con la velocità e reciprocità che dovrebbe secondo me avere una piattaforma davvero social.
Oh, è una mia sega mentale complicata e probabilmente inutile: statevene.

Partiamo dal fondo a salire, per creare un po’ di suspence.

Ultimo posto: Facebook.

E’ il social peggiore e quello sul quale passo meno tempo possibile. Posto giusto le mie cose, leggo i vostri commenti e basta.
E’ pieno di pubblicità e fake news, che riescono a volte a fare breccia anche nei miei contatti selezionatissimi. Devi stare attento alla stupida censura di Zuckerberg, che magari ti blocca la parola “puzzetta” ma se ne frega di foto inneggianti il Duce e Hitler.
Al di là della mia pagina, il mio profilo personale non lo tocco quasi mai.
Accedo giusto al gruppo che ho collegato alla pagina del Triste Mietitore, Tutti i gatti del Mietitore.
E’ pieno delle foto di gattini dei frequentatori della pagina: un ottimo trattamento “eye bleach[2] contro le brutture del mondo.

Terzo posto: Instagram.

Semplicemente, non fa tanto per me comunicare per immagini: preferisco scrivere. E dover “scrivere sulle immagini” con Canva mi risulta come una forzatura necessaria ma non piacevole.
Come consultatore, che dire: le foto altrui, tutte impostate alla stessa maniera, spesso dopo un po’ mi annoiano. Alcune, invece, mi spingono verso desideri proibiti, mi riferisco a quelle dei modellini di Gundam, che non posso permettermi.
Ergo, per una ragione o per l’altra, ci passo poco tempo sopra.

Secondo posto: Twitter.

E’ il secondo social a cui mi sia mai iscritto (il primo è stato Facebook) e coerentemente si piazza al secondo posto nella mia classifica di gradimento.
Mi piace per la sua velocità, possibilità di scambio di opinioni e per la funzione degli hashtag e dei trend, che ti permette di collegarti – o silenziare – agli argomenti di cui si discute in rete.
Ho davvero apprezzato molto l’iniziativa della piattaforma di non permettere di sponsorizzare post politici (Facebook prende i soldi, senza fare neppure un po’ di controlli di fact checking) per mantenere il social più pulito.
Purtroppo però, come roba di pulizia, a volte ci si imbatte in coglionidi, ma basta premere il tasto Blocca.
Per me rimane comunque il più versatile tra tutti.

Primo posto: Reddit.

Posso solo definirlo come un social dove segui gli argomenti, non le persone. E’ una serie di forum tematici, in sostanza, che spaziano dalla comicità all’informazione, dalle ricette sous-vide al modding delle console.
L’adoro.
Certo, anche su Instagram puoi seguire degli hashtag, ma il controllo di quello che vedi è tutto in mano all’algoritmo, e comunque in mezzo al flusso delle altre persone che segui.
Su Reddit sento di avere più possibilità di scelta. I post possono infatti essere ordinati tra i migliori, i più nuovi, quelli che stanno generando più discussione etc.
Ci sono anche qui delle meccaniche per premiare un contenuto – e quindi gratificarne l’autore – ma in nessun altro social vale la regola “content is the king” come Reddit. Il contenuto è centrale, l’autore mi appare come marginale.
Non si ha la sensazione di trovarsi davanti degli influencer per capirci, ma solo post.
E poi, è fantastico quello che si può seguire.
Vi consiglio caldamente il subreddit (così si chiamano i “canali tematici” o meglio “comunità online” dedite ai vari argomenti) r/mildlypenis (interamente dedito a foto di oggetti che sembrano cazzi), r/wholesomememes (meme che riempiono la giornata di positività), r/holdmybeer (video di gente che fa figure di cacca assurde) e r/disneyvacation (immagini prese dalle guide Wikihow e leggermente decontestualizzate).

Bellissimo davvero, ve lo consiglio.
E’ il mio social preferito, quello dove passo più tempo.
Anche perché, a differenza degli altri, c’è pure del porno indicizzato benissimo.

Cordialità,
Il Triste Mietitore


[1] Indovina la citazione: "Io ho guadagnato molto con te, perciò sei tu la mia puttana".
[2] https://www.urbandictionary.com/define.php?term=eye%20bleach

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