Questa che vi sto per tramandare è una storiella potentissima, da giocarvi quando intorno a voi c’è negatività, tristezza o nervosismo.

Capita magari che un amico riceva una notizia preoccupante o che ci sia un po’ di tensione tra i colleghi o che in famiglia ci sia qualcosa che vada a minare la serenità di casa: in tutte queste circostanze raccontare questa storiella servirà ad allietare l’animo di tutti, distraendo le loro menti dai pensieri che adombravano le loro anime.

È fondamentale però raccontarla bene, proprio come mi accingo a fare adesso con voi.

Iniziamo.

La disavventura allo zoo safari.

Mi è venuta in mente una cosa buffa che non è successa a me, si tratta di una disavventura di un conoscente di un mio amico. Non so se sia una storia vera o una storiella inventata: ve la narro così come mi è stata raccontata e giudicherete voi. [1]

Questo suo conoscente era andato in gita con la famiglia in quello zoo safari, dove puoi vedere gli animali stando in macchina.
Non era a Pistoia, adesso mi sfugge dove fosse esattamente. [2]
Ad ogni modo era con la moglie e i figli piccoli, seduti sui sedili posteriori.

Ora, saprete che in questi zoo safari è assolutamente proibito abbassare i finestrini delle vetture e che anche le foto vanno fatte da dietro i vetri. Si tratta però di una regola che nessuno dello zoo controlla che venga rispettata e di conseguenza, come spesso avviene in Italia, nessuno rispetta. [3]
Quel giorno i bambini erano particolarmente entusiasti per la gita ed era impossibile tenerli a freno: appena iniziato il giro avevano abbassato i vetri per vedere meglio gli animali, senza che i genitori si fossero particolarmente preoccupati della cosa.

Tutto bene finché non giunsero nel tratto del percorso con gli elefanti. Un pachiderma infatti, forse attratto da qualcosa che aveva visto nella macchina, si avvicinò alla vettura e mise la proboscide dentro. [4]
I bambini, spaventati, istintivamente chiusero il finestrino, schiacciando la proboscide dell’animale. Questi allora, per la paura e il dolore, prese ad emettere barriti strazianti, prendendo contemporaneamente a zampate la portiera della vettura, nel tentativo di liberarsi.
Da dentro chiaramente i bimbi, ma anche i genitori, iniziarono ad urlare spaventati e si fece avanti la sicurezza dello zoo safari per liberare loro (e l’elefante) dall’impiccio.

Quando la situazione fu risolta il padre, ancora scosso dall’esperienza, volle andare a protestare dal direttore dello zoo safari e chiedere un rimborso per i danni alla carrozzeria della macchina provocati dall’elefante.
Il responsabile lo accolse nel suo ufficio, ma gli spiegò che, avendo violato la regola di non aprire i finestrini, non avevano diritto ad alcun risarcimento e lo zoo non rispondeva dei danni provocati dagli animali.
Vedendo però l’uomo ancora tremante per la brutta disavventura, gli offrì un bicchiere di brandy per aiutarlo a distendere i nervi. [5]
Questi lo svuotò con un sorso e, annunciando che avrebbe fatto scrivere dal proprio avvocato, se ne andò via sbattendo la porta.

In autostrada, sulla strada di casa, nessuno avevano voglia di parlare dopo la disavventura.
Ad un certo punto, come a coronare la brutta giornata, trovarono una improvvisa coda dietro una curva. Era avvenuto un tamponamento a catena più avanti e dopo poco arrivò una pattuglia della stradale per i rilevamenti.
Un agente fermò anche la loro macchina notando la carrozzeria ammaccata e chiese loro se fossero stati coinvolti nel sinistro.
Ah, no: è stato un elefante a fare questo”, rispose senza pensarci troppo il padre.
Patente e libretto”, fece allora l’agente. Controllati i documenti, gli fece anche l’alcool test, che chiaramente risultò fuori dai limiti massimi a causa di quel bicchiere di brandy consumato poco prima.

La gita di famiglia finì quindi con una maximulta e qualche punto decurtato dalla patente.

E la storiella finisce qui.
Una risata è garantita e se siete fortunati anche un dibattito sul fatto che sia reale o inventata. Di sicuro per un po’ avrete scacciato i pensieri negativi. Usatela con saggezza.

Cordialità,
Il Triste Mietitore


[1] Ecco, è importante che iniziate con una premessa di questo tipo. Con la richiesta di esprimere un giudizio catturerete l’attenzione del pubblico, che ricordiamo essere agitato o frustrato per qualcosa.
[2] Ci sono tanti zoo safari in Italia nei quali ambientare questa storiella, ma è meglio non dichiarate nessuno, facendo finta di essersi dimenticati del luogo. In questo modo il vostro pubblico interagirà con voi, suggerendo i nomi di quelli che conosce. È un espediente come un altro per spingerlo a concentrarsi sulla storia, dimenticandosi dei loro problemi.
[3] Una piccola punta di polemica, giusto per ottenere dal pubblico un “eh, già”.
[4] Questo paragrafo si presta molto bene ad enfatizzazioni e metafore di carattere sessuale: il narratore le aggiunga a suo piacere, tenendo però conto del pubblico che lo sta ascoltando.
[5] Qui potete inserire alcolico preferito della persona che vi sta ascoltando: un consiglio subliminale di qualcosa che potrebbe prendere per rilassarsi a sua volta.

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