fantastic 4

L’altra sera ho rubato 1 ora e 47 minuti al sonno e mi sono visto su Disney + Fantastic 4 (2015). Poi ho scritto questa breve recensione inutile, che potete leggere in cinque minuti: fatelo, tanto chi ci ha rimesso più tempo sono stato io.

Era meglio se trombavo.

Dicevo, l’altra sera – dopo aver messo verso le 22 a letto nostro figlio – io e la mia compagna abbiamo deciso di vederci qualcosa in TV. Più che altro ci serviva qualcosa che contrastasse acusticamente il ventilatore da 9600 RPM che il vicino di sopra, che produce un fastidioso rumore tipo galleria del vento per testare l’aerodinamica delle macchine sportive.

A pensarci ora, visto che il problema era prettamente sonoro, in due avevamo un metodo ben più piacevole per sovrastare quel rumore, ma lì sul momento l’idea migliore ci era sembrata un film.

Non avevo ancora visto Fantastic 4, e un motivo c’era.

Abbiamo scelto Fantastic 4 perché, banalmente, scorrendo la lista di film di Disney + con laser e razzetti (e quindi un po’ rumorosi) ci siamo accorti di non averlo mai visto.
La ragione, per quello che mi riguarda è semplicemente questa: i primi due – I Fantastici 4 e I Fantastici 4 e Silver Surfer – erano degli escrementi con miccia o anche “cagata col botto“.

Avevano Jessica Alba, ok, ma erano pur sempre come farsi un clistere con nitroglicerina e olio di ricino.

Fantastic 4 a orecchio suonava come l’ennesima purga e non aveva neanche Jessica Alba come stimolo visivo, quindi perché farsi del male?
Giustificarmi così con la mia ragazza sarebbe stato camminare sul ghiaccio sottile, quindi alla fine abbiamo messo quello.

E’ brutto ma almeno ci prova.

Alla fine vi dirò: tra i film brutti sui Fantastici 4 – e belli non ne esistono ancora – almeno come storia è quello migliore.

Almeno ci prova a fare qualcosa di un po’ diverso.

Si tratta di una origin story basata però sulla versione Ultimate dei personaggi: abbiamo quindi situazioni un po’ diverse da quelle che ha letto la mia generazione nella continuity classica. E devo dire che tutto sommato – senza fare spoiler – hanno anche un loro senso.

La cosa però che non sono riuscito a sorreggere sulle gonadi è stata la lentezza della storia: senza scherzare, parte davvero con Reed Richards e Ben Grimm che vanno alle elementari!
I superpoteri arrivano con calma a tre quarti di film e nel frattempo le mie palle avevano subito un allungamento dovuto allo stress della visione che Mr Fantastic scansati proprio.

Gli attori sono (quasi tutti) dei cani inespressivi.

Salvo soltanto Kate Mara (Susan “Sue” Storm), tutti gli altri mi sembrano espressivi quanto un lavandino otturato.

Parlando poi di personaggi, due barra tre cose mi hanno davvero infastidito:

  1. Ben Grimm, dopo la mutazione che lo trasforma ne La Cosa, non indossa mai dei pantaloncini o delle mutande. E lì davanti è piatto, tipo mensola di marmo. Sicuramente è un problema solo mio, ma o mi copri le pudenda o me le mostri. Che ne so, magari ci metti un pene di marmo preso da statua greca o una roba deforme e squadrata (tipo pisello mosaicato dei porno giapponesi).
    Non ce la faccio proprio a guardare quel piattume.
    Mi fa male come uomo e capisco perché il povero Ben sia incazzato come una bestia.
  2. C’è un federale che rumina a bocca aperta gomme da masticare per tutto il film e io gli avrei tirato un ceffone con le nocche già dopo il primo minuto. Fortunatamente, verso la fine, il Dottor Doom ci mette una pezza.
  3. Il punto 3, o meglio “barra 3“, non è proprio qualcosa che mi abbia dato fastidio, ma che ho registrato come cambiamento meh, un po’ che non ci stava del tutto.
    La Torcia Umana è interpretata da un attore di colore.
    Lasciando perdere il fatto che recita da cani: siamo davvero sicuri che mettere un attore nero nel ruolo di un supereroe che prende fuoco sia una buona idea?
    Ma forse sono solo un po’ influenzato da questa ondata di politically correct di questi tempi, altrimenti mi farei un film mentale della Torcia Umana classica – biondo con gli occhi azzurri – che dopo la prima “accensione” si spegne e si ritrova nero.
    E mi farebbe ridere tantissimo.

Quindi.

Quindi secondo me il film parte da un’idea anche interessante, ma la sviluppa malissimo e soprattutto con i tempi sbagliati.
Non possono esserci solo poco più di 20 minuti di supereroi in un film di supereroi: è inaccettabile!

Forse con questo materiale sarebbe stato meglio girare una serie TV: con gli spazi giusti sarebbe potuto venir fuori qualcosa di più godibile.
Poi comunque sarebbe lo stesso andato tutto in pupù con il finale, che senza mezzi termini, è una grande idiozia.

Quindi mettetelo pure in TV a volume sostenuto se volete rispondere al baccano dei vicini, ma andate direttamente agli ultimi 20 minuti finali.
Voi invece, andatevene a letto a lavorare di pelvi, che non vi perdete nulla.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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