La questione per me è molto semplice e non c’entra nulla la politica.
(Ah, chiaramente non vedrete spezzoni o fotogrammi del video in questione qui).

È un po’ la notizia del giorno il video – purtroppo vero e non contraffatto – di un immigrato che arrostisce un gatto per strada a Livorno, filmato condiviso da Susanna Ceccardi, candidata leghista per la presidenza della Toscana.

Quel video è vero: i vari debunker ci hanno apposto il bollino di autenticità e pare che lo straniero sia anche già stato arrestato: una cosa giusta e sacrosanta e a me sta benissimo così.

Sono a posto – si fa per dire – con l’universo. Ottimo lavoro tutti. Strette di mano e pacche sulle spalle.

SOLO UNA COSA.

Credo di avere il sacrosanto diritto di non vedere quel maledetto filmato.
Mi fa schifo solo al pensiero, banalmente. Mostrarlo si tratta di pornografia mediatica morbosa, che non aggiunge nulla alla notizia.
Vedere certe immagini, secondo me, è solo travalicare il confine della decenza.
Chiedere di non postarle in un luogo pubblico come i social non lo vedo affatto come una questione di censura del diritto d’informazione. La news l’hai già data e ti ringrazio per averlo fatto.

Per capirci, caro giornalista/blogger/altro:

– Hai un filmato di un politico che prende una mazzetta? Mostralo, non ci sono problemi.
– Hai il video di una ragazzina che viene violentata da un branco? Facciamo che dai la notizia e il file lo passi agli inquirenti.
– Sei entrato in possesso del vlog di un padre che strangola i figli e poi si getta dal tetto? Non sono io la persona che deve vederlo.

Chiedo di essere informato, non traumatizzato.
E badate bene, non è infilare la testa sotto la sabbia.
È un bene che le brutture del mondo arrivino alle mie orecchie ma, per piacere, non passatemele senza censura davanti agli occhi.

ALMENO, NON COSÌ SENZA UN FILTRO INTERMEDIO.


Non così direttamente sparate in faccia, please.
E postare sui social è come sbattermi sotto il naso il tuo calzino usato e umido e dirmi “Ehi, senti un po’ se puzza tanto!”. Prima mi chiedi se voglio annusarlo e, se sono un feticista dei piedi, magari lo faccio anche con piacere.

Quindi, caro utente, se condividi questi contenuti grafici su un social pubblico (usufruibile anche dai minori, tra l’altro) abbi pazienza, ma io ti blocco.
Segnalo il link, nella vana speranza che gli admin deill social almeno ci mettano un warning, e poi ti blocco.

Ti devo fermare, non perché porti un “messaggio politico contrario al mio credo“, ma perché hai dirottato della merda disgustosa sullo schermo del mio cellulare.
Tutto qui, non c’entra nulla cosa hai barrato nel seggio elettorale, credimi.

Ti devo solo salutare e anche in fretta, prima che tu ritenga lecito postarmi la foto della diarrea di tua nonna ad ora di pranzo.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

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