P.

Perché il mio prossimo smartphone dovrà avere una fotocamera di merda.

Seguite il mio ragionamento: uno smartphone in fin dei conti non è altro che un coltellino svizzero per le robe digitali: incorpora vari tool leggeri e minimali per le operazioni che richiedono internet in mobilità, oltre a utilità varie per creare e usufruire di contenuti multimediali – come la camera, radio, registratore audio, player video e simili. Strumenti che tra l’altro, prendendo in esame i cellulari top di gamma, permettono di ottener risultati piacevolmente soddisfacenti.

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C.

Consapevolezza

parco con panchine

L’altro giorno ho avuto una grande illuminazione che mi ha fatto raggiungere di botto il terzo livello del Super Internauta.
Stavo pigramente scrollando Facebook quando il pollice e l’occhio si sono fermati su un post di un mio contatto: era la banale e pacchiana foto di una coppia giuliva e sorridente, abbinata alla didascalia “30 giorni di noi”. Nonostante le mie gonadi si siano repentinamente abbassate di parecchi cm, fino quasi ad impattare con il pavimento, dopo un sospiro sconsolato ho proseguito con il movimento del dito, facendo così salire l’immagine fino a perdersi oltre il bordo dello schermo.

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C.

Cyberspionaggio: punire duramente i colpevoli. Ed anche le vittime.

hacker

In merito alla vicenda del cyberspionaggio, auspico che si applichi una buona volta una punizione dura ed esemplare.

Ma non tanto per i fratelli Occhionero – già abbastanza puniti dal loro ridicolo cognome – ma per i coglionazzi delle alte sfere che si sono fatti spiare.

Dobbiamo smettere d’immaginare gli “hacker” (e magari anche di usare questo termine impropriamente, come ho appena fatto) come dei tizi con la maschera di Guy Fawkes che picchiano freneticamente su tastiere in stanze buie con decine di monitor su cui scorrono righe di codice alla Matrix: non è così la realtà. Negli angoli bui della rete ormai si può scaricare o acquistare un malware già pronto o porzioni di codice dello stesso, lo si confeziona con dei tool ad hoc e il più del lavoro è solo far mandare giù questa caramella a chi si vuole spiare.

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C.

Come creare una password super sicura.

E’ di ieri la notizia che un gruppo di hacker ha fregato a Yahoo mezzo miliardo di password. Che magari essenzialmente erano tutte “123456” o “pippo”. O forse la solita banale data di nascita o quella dei figli: comunque qualcosa che un malintenzionato può riuscire a recuperare con una semplicissima ricerca su Google o Facebook.

Al di là di questo caso specifico che ha coinvolto Yahoo dove probabilmente gli hacker hanno sfruttato qualche bug della piattaforma database o altro, spessissimo l’anello debole della catena è proprio l’utente stesso. Vi stupirebbe sapere quanti si fanno fregare password ed altri dati importanti con questo banale stratagemma:

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T.

Tiziana Cantone, il bicchiere di vino ed il mare della rete.

Si è suicidata Tiziana Cantone, 31 anni, la ragazza del video hard “Stai facendo un video? Bravoh”, per capirci.

Si era fatta riprendere con il telefonino in 6 filmati nei quali faceva sesso con dei ragazzi e li aveva mandati via Whatsapp ad amici: i video sono velocemente finiti nel mare magnum della rete e dei social network e diventati virali. Ne erano uscite parodie e meme, addirittura pagine Facebook monotematiche e negozi online che vendevano magliette con la frase tormentone.

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Q.

Quelle 6 cazzate che ho imparato sulla gestione di una pagina Facebook.

L’occasione per parlarvi di quel (poco) che ho capito di Facebook mi viene da un messaggio sulla mia pagina, del tipo che ho già letto molte altre volte: un utente mi chiede perché non parlo di una certa cosa quando ho scritto un post proprio sull’argomento un paio di giorni prima. E’ lui ad essere distratto? No, è colpa di Facebook o meglio, è così che funziona l’algoritmo con il quale vengono mostrate le news.

Mentre un social come Twitter dispone banalmente tutti gli aggiornamenti degli utenti che seguite in ordine cronologico, Facebook usa un sistema più complesso per garantirvi di visualizzare sempre i contenuti (che lui pensa essere) più interessanti per voi. Quindi non vedrete il 100% dei post degli amici e delle pagine che seguite, ma solo una selezione.

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I.

Il valore emozionale di un brand.

Oggi mi è successo di dover spiegare il significato di “valore emozionale di un brand”, da una discussione informatica sui PC desktop All In One: i migliori sul mercato sono gli iMac della Apple ma in effetti, specie negli ultimi anni, si sono affacciati dei competitor con prodotti altrettanto buoni (probabilmente anche superiori) in termine di hardware ed estetica, ma non di prezzo, che la Apple troneggia sempre in questo. Allargando poi la discussione ad altri settori tecnologici come gli smartphone: gli iPhone sono ottimi ma, ad un prezzo inferiore, si trovano top di gamma di Samsung, LG e Sony (per citarne tre) che in termini di funzioni e prestazione sono assolutamente paragonabili a quelli della Mela.

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