P.

Perché il mio prossimo smartphone dovrà avere una fotocamera di merda.

Seguite il mio ragionamento: uno smartphone in fin dei conti non è altro che un coltellino svizzero per le robe digitali: incorpora vari tool leggeri e minimali per le operazioni che richiedono internet in mobilità, oltre a utilità varie per creare e usufruire di contenuti multimediali – come la camera, radio, registratore audio, player video e simili. Strumenti che tra l’altro, prendendo in esame i cellulari top di gamma, permettono di ottener risultati piacevolmente soddisfacenti.

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N.

Non è buono ciò che è buono ma…

Il cibo, quello che mangiamo e riteniamo gustoso, è qualcosa legato a stretto giro con la cultura e la religione, ma non solo. Com’è possibile che certi paesi ritengano prelibatezze delle cose che ci farebbero vomitare in Italia? La realtà è che ci piace quello che siamo abituati a mangiare.

Non dico stronzate a vanvera: sto parafrasando i miei appunti di antropologia culturale, per capirci.

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E.

Elogio del barbiere.

Non c’è niente che odio di più al mondo di quelle che persone che mi criticano il taglio di capelli dopo che sono stato dal barbiere. Tra noi uomini è diverso che tra voi donne: basta che abbiate un singolo capello spostato di un mm a sinistra per fare partire un “Teeesooooorooo! Ma sei stata dal parrucchiere? Stai un amore!”. E poi corre a parlarvi male alle spalle con la vostra migliore amica. No, tra noi maschi non funziona così: devi proprio annunciare ai tuoi amici che sei appena stato dal barbiere, altrimenti nessuno se ne accorge. Questo anche perché portiamo lo stesso taglio dal 1937, tramandato gelosamente di padre in figlio.

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