Prometto di essere breve, ma non fateci troppo affidamento.

Il Triste Mietitore nasce nel Dicembre 2011: era quasi Natale e mi presi una tremenda influenza, una di quelle che ti fa girare attorno al bagno come un compasso.

E proprio durante una interminabile e spossante “seduta”, mentre smanettavo con il cellulare (ormai avevo letto tutte le etichette dei bagnoschiuma e shampoo) capitai su Twitter ed ebbi la folgorazione di creare l’account della Morte, dove riversare tutta la mia frustrazione con battute ciniche.

L’influenza poi passò – altrimenti non sarei qui a scrivere queste righe – e al profilo Twitter si aggiunsero anche una pagina Facebook, Instagram e un blog.

Da questi account social posto quotidianamente aforismi, battute, opinioni su costume e società, sempre dal punto di vista di circa 6 piedi sotto terra. E poi spesso, qualche scorcio della vita – scusate la parolaccia – della Morte stessa: in particolare il rapporto con Ryuk, il mio gatto, un esserino che spadroneggia sia in casa che sul mio account Instagram.

Perché, in questa valle di lacrime senza speranza di redenzione, almeno i gatti sono degli animali graziosi [1].

Dal 2018 poi, alla mia vita – scusate nuovamente – e al mio account Instagram si è aggiunto anche un figlio. Questo ha inevitabilmente cambiato molte cose, principalmente la quantità di tempo a mia disposizione e la mia visione ed utilizzo del medesimo: argomento che ricorrerà molto spesso in questo blog.

Come disse uno scrittore famoso di cui ho scordato il nome (il che mi farebbe dubitare della sua fama, se non sapessi di avere una memoria di cacchina):

Per essere felici nella vita bisogna fare tre cose: un figlio, piantare un albero e scrivere un libro.

Tizio che non ricordo

L’abete che ho piantato l’anno scorso in giardino sta morendo e la casa editrice per cui ho scritto è in liquidazione: mio figlio non si rende ancora conto della pressione che ha addosso.

Cordialità,
Il Triste Mietitore


[1] Terry Pratchett, “Il colore della magia”.