C.

Come creare una password super sicura.

E’ di ieri la notizia che un gruppo di hacker ha fregato a Yahoo mezzo miliardo di password. Che magari essenzialmente erano tutte “123456” o “pippo”. O forse la solita banale data di nascita o quella dei figli: comunque qualcosa che un malintenzionato può riuscire a recuperare con una semplicissima ricerca su Google o Facebook.

Al di là di questo caso specifico che ha coinvolto Yahoo dove probabilmente gli hacker hanno sfruttato qualche bug della piattaforma database o altro, spessissimo l’anello debole della catena è proprio l’utente stesso. Vi stupirebbe sapere quanti si fanno fregare password ed altri dati importanti con questo banale stratagemma:

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T.

Tiziana Cantone, il bicchiere di vino ed il mare della rete.

Si è suicidata Tiziana Cantone, 31 anni, la ragazza del video hard “Stai facendo un video? Bravoh”, per capirci.

Si era fatta riprendere con il telefonino in 6 filmati nei quali faceva sesso con dei ragazzi e li aveva mandati via Whatsapp ad amici: i video sono velocemente finiti nel mare magnum della rete e dei social network e diventati virali. Ne erano uscite parodie e meme, addirittura pagine Facebook monotematiche e negozi online che vendevano magliette con la frase tormentone.

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Q.

Quelle 6 cazzate che ho imparato sulla gestione di una pagina Facebook.

L’occasione per parlarvi di quel (poco) che ho capito di Facebook mi viene da un messaggio sulla mia pagina, del tipo che ho già letto molte altre volte: un utente mi chiede perché non parlo di una certa cosa quando ho scritto un post proprio sull’argomento un paio di giorni prima. E’ lui ad essere distratto? No, è colpa di Facebook o meglio, è così che funziona l’algoritmo con il quale vengono mostrate le news.

Mentre un social come Twitter dispone banalmente tutti gli aggiornamenti degli utenti che seguite in ordine cronologico, Facebook usa un sistema più complesso per garantirvi di visualizzare sempre i contenuti (che lui pensa essere) più interessanti per voi. Quindi non vedrete il 100% dei post degli amici e delle pagine che seguite, ma solo una selezione.

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I.

Il valore emozionale di un brand.

Oggi mi è successo di dover spiegare il significato di “valore emozionale di un brand”, da una discussione informatica sui PC desktop All In One: i migliori sul mercato sono gli iMac della Apple ma in effetti, specie negli ultimi anni, si sono affacciati dei competitor con prodotti altrettanto buoni (probabilmente anche superiori) in termine di hardware ed estetica, ma non di prezzo, che la Apple troneggia sempre in questo. Allargando poi la discussione ad altri settori tecnologici come gli smartphone: gli iPhone sono ottimi ma, ad un prezzo inferiore, si trovano top di gamma di Samsung, LG e Sony (per citarne tre) che in termini di funzioni e prestazione sono assolutamente paragonabili a quelli della Mela.

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E.

Elogio del barbiere.

Non c’è niente che odio di più al mondo di quelle che persone che mi criticano il taglio di capelli dopo che sono stato dal barbiere. Tra noi uomini è diverso che tra voi donne: basta che abbiate un singolo capello spostato di un mm a sinistra per fare partire un “Teeesooooorooo! Ma sei stata dal parrucchiere? Stai un amore!”. E poi corre a parlarvi male alle spalle con la vostra migliore amica. No, tra noi maschi non funziona così: devi proprio annunciare ai tuoi amici che sei appena stato dal barbiere, altrimenti nessuno se ne accorge. Questo anche perché portiamo lo stesso taglio dal 1937, tramandato gelosamente di padre in figlio.

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